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Consiglierei a tutti un viaggio in Marocco nel mese di Novembre: il clima è mite, i costi contenuti e l’affollamento turistico modesto, per cui si può godere del viaggio in tranquillità.
Il Marocco è un paese che offre una grande varietà di ambienti e paesaggi: dalle città imperiali - con le loro medine silenziose ed i suk coloratissimi e brulicanti di bancarelle, negozietti, venditori ed acquirenti, - a quelle fortificate della costa atlantica, con splendide viste sull’oceano, - dal deserto roccioso a quello delle dune di sabbia, alle catene poderose dell’Atlas…
Le attività artigianali in Marocco sono ricche e fiorenti: i tappeti, il cuoio, il ferro battuto, le ceramiche, il legno intagliato, le stoffe coloratissime e ricamate. Tutti i manufatti hanno in comune una caratteristica: le ricche decorazioni floreali e geometrizzanti che si vedono anche nelle facciate, nei tetti, nei pavimenti, negli archi dei loro palazzi e delle loro abitazioni.
Gli abiti femminili tradizionali, detti Kaftan, vengono indossati in occasione dei matrimoni e per lo più sono realizzati su misura dai sarti: sono spesso di seta ricamata, stretti alla vita da una cintura ricamata con fili d’oro.

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Ouarzazate è un piccolo centro dell’interno, non distante
dal deserto, che vive di cinema: la città è infatti considerata l’Hollywood del
Marocco. Ed è qui ad Ouarzazate che ho visitato un laboratorio di ricamo,
gestito dalle Suore Francescane che insegnano alle ragazze un’arte che possa
loro consentire di procurarsi di che vivere.

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I
soggetti riprodotti sul tessuto dalle ricamatrici sono in genere dei
motivi a carattere prevalentemente geometrico (rombi, stelle, ghirlande) dai
colori vivacissimi.

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A Fez, per esempio il colore prevalente, anche nei ricami, è il blu.

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Per quanto riguarda la tecnica, essa appare come un ricamo a fili contati, quasi come una sorta di filza, fatta di un’andata e di un ritorno, che riempie gli spazi lasciati vuoti all’andata (video della esecuzione). L’effetto complessivo è allegro e gradevole.
Redatto da Renata