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Semplificando si può dire che il ricamo estense è un combinato tra disegni, colori, filati e punti. Ognuno di questi insiemi vanta da solo molte componenti atte ad esprimerne una parte peculiare.
Ferrara, città rinascimentale, fornisce il materiale per una ricerca complessa nell’ambito artistico dal ‘400 al ‘600 che culmina nella realizzazione del “ricamo estense”, quale mezzo interpretativo alla riscoperta delle varie forme d’arte del periodo della Signoria degli Estensi ed in particolare della ceramica graffita, riannodando passato e presente.
Le tre Parche di Francesco del Cossa, parte dello affresco
nella Sala dei Mesi di Palazzo
Schifanoia, Ferrara.
Il libro “Ricamo Estense – dal graffito ferrarese” spiega in modo semplice e chiaro punti e materiali utilizzati.
L’idea, per arrivare a questa personale interpretazione, nasce e prende forma ammirando le ricchezze storiche di Ferrara, città in cui vivo e nella quale, coltivando da sempre la passione per il ricamo e il merletto, da molti anni collaboro con diversi gruppi parrocchiali. Nel 2003 ho fondato l’Associazione Culturale RicamArte, ponendomi come obiettivo principale la divulgazione delle varie tecniche di ricamo nel territorio locale. Da allora corsi e mostre documentano l’interesse per quest’arte manuale, tipicamente femminile.
Gli ornati proposti per il ricamo estense sono costituiti dai disegni geometrici e floreali attinti dal graffito ferrarese dell’epoca e da quello attuale.
Bande divisorie di diversi spessori dividono le varie cornici creando allo stesso tempo motivo.
I colori usati, rispettando il cromatismo di allora, sono il verde ramina, il bruno ferraccia, il giallo antimonio, il blu cobalto, il viola manganese e il rosso mattone nelle varie sfumature.
Molti dei punti utilizzati sono quelli classici, presi in prestito delle varie tecniche, come le sfilature, il ricamo classico, i punti ornamentali, il vasto campo dei lavori a fili contati, i punti per canovaccio, i retini di fondo ecc.
Ho volutamente mescolato i vari punti con l’intenzione di creare un insieme diverso, ma di gusto. Alcuni sono il risultato di un assemblaggio tra di loro, con qualche variante, per meglio poter imitare il segno del graffito e portare in luce gli ornati, come per esempio il punto FE,

Punto
FE
altri nascono dalla composizione di punti usuali, come il punto quadro con il punto Sorbello al suo interno. Risulta molto decorativo e viene utilizzato come banda divisoria, come sezione interna o esterna di sfilatura oppure, come semplice finitura, ecc.
Punto quadro con Sorbello al suo interno, come finitura.
Il mio intento era proprio quello di dare a Ferrara un ricamo che rappresentasse la città. Gli ornati rinascimentali con i loro colori particolari ed il concreto aiuto, per l’individuazione della cromia (nel campo dei filati), di Manuela Barattini, apprezzata ceramista, hanno contribuito alla nascita di tutto ciò.
La ricerca personale dei punti di ricamo da applicare, le innumerevoli prove per la scelta dei tipi di filati da usare (si parte da un filo di Mouliné per arrivare al nr. 8 del ritorto fiorentino e le due diversità “convivono” serenamente creando il contrasto necessario) ed infine la decisione di utilizzare alcuni tipi di tessuto piuttosto che altri, hanno reso questo primo progetto – dal graffito ferrarese - vario e oltremodo interessante. Complicato, si …spesso senza via d’uscita, ma era decisamente questa la molla per portarlo a termine. Inoltre, la composizione dei diversi ornati geometrici con quelli floreali e l’utilizzo delle varie bande divisorie rendono ogni lavoro diverso, anche se lo stile è sempre simile e….. tipicamente ferrarese.

Tovaglia di Maria - Disegno di Elisabetta
Associazione Culturale RicamArte a Ferrara.
Laboratorio Ceramiche Artistiche Ferraresi
di Manuela Barattini, Via Pomatelli 11, 44100 Ferrara
Cenni sulla tecnica del ricamo estense
Per una recensione di questo libro, consultare la pagina Libri: Tecniche varie italiane
Informazioni sulle ceramiche graffte ferraresi
Redatto da Elisabetta Holzer Spinelli