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Il punto ombra era presente in alcuni lavori già nel XVIII secolo. Fu merito della contessa Carolina Sommaruga Maraini , vicepresidente delle Industrie Femminili Italiane, di aver fatto rivivere questo punto fondando a Rieti, nel 1904, dietro consiglio di Carolina Amari, una scuola-laboratorio. I disegni che, Carolina Maraini riprendeva dalle arti applicate, dal Botticelli, Pollaiolo e Leonardo , venivano riprodotti sui capi utilizzando il punto ombra ed arricchiti con punto pieno e punti a giorno. In quegli anni sorsero e prosperarono numerosi altri laboratori che, nel massimo della loro fioritura, davano lavoro a più di un migliaio di donne. I capi venivano ricamati per casa Savoia, rifornivano famosi negozi di Roma, Firenze e Milano ed venivano esportati in Europa e negli Stati Uniti. Nel 1924 viene pubblicato il libro
"Il Punto Ombra" edito dalla N. Zanichelli di Bologna, nel quale sono riprodotti i lavori più significativi del laboratorio di Carolina
Maraini.
Carolina Maraini fece dono, nel secondo dopo guerra, della sua collezione di ricami e pizzi al Museo Tessile San Gallo (Svizzera) che oggi può vantarsi di custodire pezzi d’inestimabile valore.
A Rieti, dal 1997, la signora Floriana Rinaldi ha voluto far rivivere questa tecnica fondando una scuola e successivamente una associazione “Rieti Ricama”. Incontrandosi con le ricamatrici ancora viventi ha potuto raccogliere numerosi capi ricamati, lanciando così l'idea di costituire a Rieti un Museo del Ricamo.
Il punto ombra si ricama su tele leggere di lino, seta, cotone (bisso, organza, batista) e filati di cotone (da ricamo o moulinè) o di seta. Possono venir utilizzate anche tele e filati più grossi: si avrà così un effetto da bassorilievo. E' costituito da un punto che si incrocia sul rovescio, dando, sul diritto del lavoro una leggera ombreggiatura. Si può eseguire con il telaio o senza. Nel primo caso si riporta il disegno sul diritto del lavoro mentre, nel secondo caso il disegno verrà riportato sul rovescio. Difficilmente è impiegato da solo e viene di solito accompagnato d retini traforati (es. punto rodi), punto piatto e punto erba come in uso negli anni cinquanta del XX secolo.
“Mani Alacri: libro di lavori femminili.” Lidia Morelli, Torino - 1933.
"Opre Leggiadre: i lavori femminili nelle regioni italiane", Lucia Petrali Castaldi, Edizioni Arti Decorative Italiane. III edizione aprile 2007 a cura di Genevieve Porpora.
“Ricami Italiani Antichi e Moderni”, Elisa Ricci. Ristampa Anastatica Nuova S1 (http://www.nuovas1.it/ ) 2006, a cura di Bianca Rosa Bellomo.
Associazione culturale "Rieti Ricama".
Per ulteriori informazioni e riferimenti vedi la pagina Associazioni: Lazio.
"Manuale del Cucito e del Ricamo", Edizione Cucirini Cantoni Coats. Ristampa anastatica della IV edizione: pg. 203 - capitolo interno dedicato al punto ombra; pg. 81- punto incrociato o strega (altro non è che il punto ombra al rovescio).
“Nuova Enciclopedia dei lavori Femminili”, Editore Mani di Fata 2006.
"Il punto ombra" di Carolina Maraini
Tovaglietta a punto ombra.
Disegno omaggio di una tovaglietta a punto ombra (cercare Settembre 2005).
Breve descrizione di come si esegue il punto ombra.
Ritratto e breve biografia di Carolina Sommaruga Maraini.
Mani di Fata ha pubblicato tra gli anni '30 e '50 alcuni Album di Punto Ombra, sempre di Mani di Fata: “Cento Punti di Ricamo 2”
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Redatto da Giovanna