Visitatori:
“La cassapanca, uno dei piu’ suggestivi mobili italiani, era ricoperta con un
tessuto di broccato o di velluto o con un cuscino lungo e sottile. In nessun
caso la copertura nascondeva il lavoro profuso sulle cassapanche da chi le aveva
costruite, poiche’ questo elemento era il preferito dal decoratore, al punto che
il progettista era a volte l’architetto dell’edificio
Renaissance Textiles, Antiques Digest, 1930.

Cassapanca in metallo e velluto nel Palazzo Davanzati, Firenze.
La storia della cassapanca italiana risale agli antichi Romani. Chiamate spesso forzieri prima del 15 ° secolo, di solito si presentavano a coppie ed erano un dono per la sposa, dentro il quale ella portava le sue cose alla sua nuova famiglia, senza che la ricchezza personale del suo corredo fosse esposta al pubblico. Tradizionalmente la sposa percorreva con un corteo nuziale le vie della città, dalla sua casa a quella del suo sposo, o, nel caso dei matrimoni con stranieri, alla città del suo fidanzato, poiche’ le spose di solito andavano a vivere nella casa di famiglia dello sposo. Le cassapanche ben presto divennero così riccamente ornate da divenire esse stesse simboli della ricchezza del corredo della sposa e della sua famiglia e furono spesso considerate come alcuni dei pezzi più preziosi tra i mobili di casa.

Cassapanca dorata al Museo Collezioni Comunali d’Arte, Bologna.
Le cassapanche italiane erano spesso riccamente decorate con intarsi, dorature (rilievi di gesso molto fine), dipinte, scolpite o arricchite con una combinazione di queste decorazioni, a volte perfino con sculture in avorio o bronzo. Le decorazioni erano così preziose che le cassapache furono spesso smontate nei secoli successivi per riutilizzarne i pannelli come decorazioni da parete. Molti pannelli di legno dipinti che si trovano oggi nei musei sono in realtà i pannelli di cassapanche (vedi sotto - pannelli dipinti Cassapanche). Generalmente ornate sulla parte frontale e le due parti laterali, le cassapanche a volte erano decorate anche nella parte posteriore, anche se questo lato era visibile solo durante il corteo nuziale della sposa nel trasferimento alla sua nuova casa. Anche l'interno del coperchio era spesso decorato, a volte in maniera elaborata a volte semplice, e talvolta l'inventario del contenuto della cassapanca era scritto sul coperchio stesso. Le cassapanche erano spesso rivestite con tessuto.
I piu’ antichi pannelli dipinti raffiguravano donne celebri come Pentesilea, Ippolita e Emilia, Didone, la guerriera Camilla, le donne Sabine, Lucrezia di Roma e Virginia e altre eroine dalla storia antica con l'intento di guidare la sposa verso un comportamento esemplare. Anche scene e simboli che rappresentano la fertilità erano molto utilizzate. Lorenzo de' Medici (1449 - 1492) registra cassapanche con "trionfi petrarcheschi" nell’inventario dei suoi beni, segnalando forse un movimento verso immagini meno moralmente istruttive. In effetti, gli stili di pittura sulle cassapanche cambiano intorno al 1440 dal gotico al rinascimentale.

Cassapanca dipinta nel Palazzo Davanzati, Firenze.
Le cassapanche senesi tendevano verso temi più romantici, mentre quelle fiorentini erano "fieramente istruttive". Nel Veneto la produzione era prevalentemente a Verona e le cassapanche spesso erano dipinte con storie mitologiche. A metà del 15 ° secolo, in Umbria e nel Nord Italia si preferivano scene complesse. Firenze, alla fine del 1400, introdusse un nuovo stile di decorazioni dorate, basato sulle sculture antiche, mentre in precedenza i modelli per le dorature avevano imitato i tessuti o erano motivi ripetuti. A Milano si preferivano gli altorilievi con decorazioni di foglie. Agli inizi del 16° secolo la tendenza generale era di preferire i bassorilievi con decorazioni classiche. La metà del 1500 vede il cambiamento nella forma stessa delle cassapanche con coperchi arrotondati e basi a bulbo, spesso piedi a forma di zampe di leone. Le cassapanche bolognesi esibivano fregi con grifoni scolpiti, foglie e anche bucrani. Mentre le cassapanche dipinte erano popolari a Firenze, a Venezia si preferivano intarsi di disegni geometrici. In Abruzzo, le cassapanche di legno riportavano detti scolpiti, come ad esempio: Onesta’ fa Bella Donna. In Sardegna le cassapanche erano tradizionalmente in legno intagliato, spesso verniciate di nero opaco e con motivi geometrici, gli stessi che si possono trovano anche nei tappeti, arazzi e merletti a filet tradizionali: fiori, pavoni, colombe, ecc. Molti artigiani sardi producono ancora oggi queste cassapanche: inserendo "cassapanche sarde" in Google resterete stupiti dai risultati!

Cassapanca dorata e dipinta di origine veneta, inizio XVI secolo, Museo Poldi
pezzoli, Milano.
Famosi artisti del Rinascimento, come Paolo Uccello (c 1397-1475), Pinturicchio (c. 1454-1513), Filippino Lippi (c. 1457-1504), Masaccio (1401-1428) e suo fratello Scheggia (1406 - 1486), Benozzo Gozzoli (c 1421-1497), Sandro Botticelli (c 1444-1510) e molti altri, nonché innumerevoli artisti minori, dipinsero cassapanche su commissione. Molti dei pannelli di cassoni arrivati fino a noi sono stati attribuiti alla bottega fiorentina di Apollonio di Giovanni (c 1416-1465), specializzata in lavori per i privati cittadini. Durante questo periodo, Firenze era ben nota per le sue cassapanche eccezionalmente decorate.
Sia il Cennini (c.1370-c. 1440) che il Vasari (1511 - 1574) citano le
cassapanche nei loro scritti. Cennini da' istruzioni sul metodo di dipingere le
cassapanche nel suo "Il Libro dell'Arte" (1437). Vasari nota, nelle sue "Vite"
(1550) che il frontale e i lati delle cassapanche erano dipinti con soggetti di
storie da Ovidio ed altri autori, oppure tratti da racconti di storici greci e
latini, e perfino da storie d'amore, tornei o fiere. Egli inoltre nota che gli
stemmi araldici di entrambe le famiglie sono visibili negli angoli o in altri
punti delle cassapanche.
Vasari racconta di artisti famosi dei secoli precedenti (uno in particolare,
Dello Delli, c. 1404 - c. 1470, dipinse un notevole numero di cassapanche) che
non si sentivano in imbarazzo nel dover dipingere cassapanche come succedeva
agli artisti suoi contemporanei, sintomo forse del fatto che la qualita' della
pittura "professionale" delle cassapanche era in declino.

Cassapanca, Museo Poldi Pezzoli, Milano.
Le cassapanche italiane erano frequentemente realizzate in vari tipi di legno,
come pino, pioppo e castagno, ma soprattutto in noce.
Generalmente erano piu' grandi dei bauli da matrimonio dei paesi nordici e
dell'Inghilterra, con dimensioni variabili da 38x130cm a 43x175.8cm. Anche le
famiglie meno abbienti seguivano la tradizione delle cassapanche, ma benche'
fossero anche in questo caso di grandi dimensioni, erano spesso prive di
decorazioni.
Il contenuto delle cassapanche poteva essere qualunque oggetto che la sposa decideva di portare con se' nel suo matrimonio, ma per lo piu' consisteva in vestiti, biancheria ricamata - sia per la casa che per se stessa, articoli da toilette, attrezzatura e materiale da ricamo (spesso pezze di tessuti fatti in casa) gioielli e talvolta qualche libro.
"Isabella d'Este arrivo' a Mantova come sposa di Francesco II Gonzaga nel 1490. Nel suo bagaglio si contano tredici cassapanche dipinte, ed Ercole de' Roberti, l'artista ferrarese che le dipinse, viaggio' con lei". (The Court of Ferrara & its Patronage, by Marianne Pade, Lene Waage Petersen, Daniela Quarta, 1990.) Oggi tendiamo a pensare ad una singola cassapanca da matrimonio per sposa, ma non era sempre cosi'. Piu' era ricca la sposa, piu' alto il numero di cassapanche che portava con se'.

Cassapanca veronese c. 1490, Museo Poldi Pezzoli, Milano.
A meta' del quindicesimo secolo divento' un compito della famiglia dello sposo
far fabbricare le cassapanche e metterle a disposizione della sposa nella camera
nuziale della loro casa. Una delle motivazioni dietro questo cambio di responsabilita' era nella legge fiorentina che limitava la pompa delle
processioni di matrimonio.
All'inizio del sedicesimo secolo una coppia di cassapanche poteva costare quanto
un anno di paga di un artigiano specializzato.
Le cassapanche erano mobili importanti e figurano in alcuni scritti antichi.
Leon Battista Alberti (1404 - 1472) fa usare a uno dei suoi protagonisti dei
suoi "libri della Famiglia" (1433) in un esempio una cassapanca, cosi' che sua
moglie possa capire quando tenta di insegnarle a gestire la sua casa.
Le cassapanche figurano in alcune delle storie del Decamerone (composto tra il
1348 e il 1353) di Giovanni Boccaccio (c. 1313 - 1375) ed una e' anche
l'elemento chiave nella storia di Filomena (secondo giorno, nona storia). La
storia ispirera' successivamente il pittore fiorentino Giovanni di Francesco
Toscani (c 1370 - c 1430) a dipingerla su due cassapanche circa nel 1425. Altre
storie del Decamerone erano spesso soggetti di cassapanche dipinte, alcune
delle quali sopravvivono tuttora in vari musei.
Con il cambiamento dei gusti e della visione del matrimonio nel XVII e XVIII
secolo, le cassapanche persero importanza e la quantita' delle decorazioni
diminui'. A partire dal XIX secolo, le cassapanche del Rinascimento vennero
smontate e vendute a pezzi alle nuove ondate di turisti impegnati nel "grand
Tour" dell'Europa - Specialmente Britannici e Americani che avevano soldi a
disposizione ed erano interessati a portare a casa dei ricordi. La tradizione
della cassapanca e' filtrata attraverso i secoli fino ad arrivare ad oggi in
molte parti d'Italia. Ancora negli anni '50 era seguita frequentemente. I tempi
sono cambiati e per molte delle donne italiane, la cassapanca della loro mamma o
nonna e' diventata la loro, nella quale vengono conservati corredi di magnifici
ricami e merletti del passato e del presente per le future generazioni.
Alcune non possiedono nessun oggetto di famiglia e devono cercare una cassapanca
per se' nei mercati di antiquariato. Un certo numero di cassapanche
rinascimentali sopravvive oggi sparso per il mondo dai vari collezionisti.
Parecchi musei nel mondo esibiscono questi meravigliosi esempi di arte italiana
che hanno custodito gli esemplari piu' preziosi di ricamo e merletto italiani.

Cassapanca in abete di Modena.
Grazie a: Barbara, Elisabetta, Lilli, Maria Rosaria e Stefania per le foto
Cassapanche e il Decamerone (in inglese)
Restauro di una cassapanca senese (in inglese)
Restauro di una cassapanca dipinta (in inglese)
Cassapanche al Victoria & Albert Museum a londra (in inglese)

Cassapanca in noce, fine XIX secolo, di Modena.
At Home in Renaissance Italy by Marta Ajmar-Wollheim & Flora Dennis, 2006.
Cassone Painting, Humanism and Gender in Early Modern Italy by Cristelle Baskins, 1998.
The Grove encyclopedia of decorative arts by Gordon Campbell, 2006.
Inside the Renaissance House by Elizabeth Currie, 2006.
Peasant Art in Italy edited by C. Holme, 1911.
The Triumph of Marriage: Painted Cassoni of the Renaissance by Cristelle Baskins, 2008.

Cassapanca del XIX secolo di Mantova.
Cassapanca dipinta di Bari, datata 1899
Cassapanca intarsiata con inserti in avorio, noce ed ebano
Cassapanca sarda intagliata
Museo Les Arts Décoratifs, Paris (cliccare sull'immagine per una vista piu' grande delle tre cassapanche)

Cassapanca di meta' XIX secolo, di Cesena.
Davide e Golia e Il trionfo di Davide di Francesco Pesellino
Venere e Marte di Botticelli
Redatto da Jeanine
Tradotto dall'inglese da Elena