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La ristampa segue l’unica
edizione originale del 1911.
Le parti in cui è diviso il
testo sono quattro e sono completate da Tavole molte delle quali riportano
merletti appartenenti a collezioni famose.
I numerosi riferimenti, i
confronti e le citazioni portano a trattare con vera competenza le trine a
fuselli di Milano, Venezia, Genova, Abruzzi. Il racconto della storia passata,
sicuramente avvincente nei tanti collegamenti e nelle ipotesi, non impedisce
anche segnalazioni di manifatture che allora – e quasi ci pare impossibile -
erano appena nate, come le trine di Sansepolcro o quelle di Cogne.
In ristampa si è intervenuti sulla numerazione delle
pagine che, nella versione originale, era indipendente nei quattro capitoli. Si
sono mantenute le bellissime – anche se poche – illustrazioni a colori per
essere aderenti allo stile del libro, pur nella consapevolezza che la riduzione
del formato è sempre penalizzante.
Il libro è completato da un indice analitico.
Per l'acquisto rivolgersi all'editore.
Per approfondire: biografia
e bibliografia di Elisa
Ricci.
Redatto da Bianca Rosa Bellomo
Ristampa della seconda edizione.
Le Trine ad ago uscirono
per la prima volta nel 1908. La ristampa segue la seconda edizione italiana del
1914 – della cui esistenza non molti si sono accorti - che, pur essendo simile
alla prima edizione in varie parti, riporta qualche novità nel testo e nelle
illustrazioni.
Il formato ridotto, per ragioni
di economia e quindi di prezzo di copertina, non rende sicuramente giustizia
alla splendida e lussuosa edizione originale ma può comunque dare una idea del
grande lavoro fatto per raccogliere materiale, per riportarlo, per descriverlo.
La ristampa contiene un indice
analitico che permette una facile consultazione. Sono state, oltre al resto, evidenziate
le collezioni.
Il libro è suddiviso in tre parti
più una appendice:
I – modano, fili tirati e
buratto;
II – punto a reticello;
III- punto in aria;
Appendice: sfilature, uncinetto,
punto avorio, macramè.
Ogni parte ha una precisa descrizione
ed è corredata da tavole che illustrano e portano ulteriori chiarimenti. Sono anche riportate le tavole
del 1908 che non compaiono più nell’edizione del 1914.
I testi consultati sono vari,
importanti e di alto livello e sono elencati alle pagine XVII-XVIII. Il
linguaggio è, come sempre quando si parla di Elisa Ricci, semplice e di facile
comprensione.
Per l'acquisto rivolgersi all'editore.
Per approfondire: biografia
e bibliografia di Elisa
Ricci.
Redatto da Bianca Rosa Bellomo
Questa recensione si riferisce al testo del 1929. Il testo fu ristampato nel 1940 e/o 1941, in forma riveduta ed ampliata.
In copertina un tessuto umbro con i grifi, stemma della città di Perugia: la descrizione si trova pag. 173.
Sul frontespizio oltre all'illustrazione di un telaio a mano del 1500 vengono citati i noti versi dell'Ariosto:
"Le donne son venute in eccellenza/di ciascun arte ove han posto cura".
Indice a pag. 365:
Prefazione, Introduzione, Piemonte, Liguria, Lombardia, Venezie, Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglie, Calabria, Basilicata, Sicilia, Sardegna, Rodi, Tripolitania e Cirenaica, Conclusione, Appendice
Dalla prefazione si deduce che, probabilmente dalle pagine di Mani di Fata, si chiesero notizie alle lettrici, alle varie scuole e ai laboratori sparsi in tutta Italia.
Se da una parte il lavoro di ricerca venne in questo modo agevolato, dall'altra molti dati appaiono accettati senza troppo controllo. Alcuni sono proprio sbagliati e si consiglia di tenerlo presente se si cita il testo come referenza.
Non vengono ricordati molti testi: le fonti sembrano essere costituite da giornali e pubblicazioni del tempo ( come, per esempio, il Corriere delle maestre, il Corriere della sera, l' Illustrazione Italiana), da esposizioni, da mostre didattiche o di economia domestica.
Preziosa, comunque, la panoramica, non solo di ricami e merletti ma anche di altri manufatti. Preziosa la testimonianza di tante piccole e spesso non notissime istituzioni o laboratori.
Si segnalano, oltre ai manufatti classici e ben noti: per il Piemonte, il punto del Po, l'Ausonia Ars, i lavori della Val di Lanzo; per la Liguria i velluti di seta e alcuni lavori di uncinetto; per la Lombardia i fiori con bozzoli di cascame, i lavori di Cremona, tele e velluti di Bergamo, lavori con vimini; si parla anche di alcuni laboratori milanesi che dovevano essere ben noti all'autrice del testo.
Per le Venezie segnaliamo lavori su rete e lavori in pelle, il pizzo di Verona, i lavori di Zara; per l'Emilia il punto Bologna che, all'uncinetto, riprendeva motivi dell'Aemilia Ars (il laboratorio Isolani Beccadelli) e i tessuti di Forlì; per la Toscana il punto di Arezzo, la senensis ars e i lavori dell'Elba; per le Marche, scialli di rete annodata a mano e i tessuti; per l'Umbria i ricami d'Orvieto e lavori con raffia.
Per l'Abruzzo attira l'attenzione una sorta di trapunto usato in regione per il battesimo, azzurro da una parte e oro dall'altra e la rete molisana; per il Lazio, le imbottite, i lavori di Rieti rifiniti in filato oro, gli arazzi; per la Campania i merletti a tombolo, la lavorazione dei vimini, del corallo, della canapa e della seta; per la Puglia, le industrie del bisso e della porpora e una ampia trattazione della lavorazione.
Si ricorda, della Calabria, la partecipazionei ad una GARA NAZIONALE DI LAVORI promossa dal Corriere delle maestre e della Basilicata si ricordano i tessuti casalinghi di lana e di ginestra.
La Sicilia compare per i vari tipi di sfilato ma anche per trine a tombolo di Modica; la Sardegna per broccati leggendari.
Interessante la trattazione dei manufatti di Rodi (tessuti, merletti e ricami) e della Tripolitania e Cirenaica: i merletti ad ago, piuttosto semplici, ricordano molto da vicino i merletti armeni.
Il libro si conclude con una semplice trattazione di punti più altri brevi saggi come La probabile origine delle decorazioni dei tappeti o l' Esecuzione dei pendagli di refe, cotone, seta..
Per approfondire: biografia
e bibliografia di Lucia Petrali Castaldi.
Per l'acquisto: Arti
decorative italiane
Redatto da Bianca Rosa Bellomo
Il manuale è strutturato secondo l'opinione dell'autrice su come dovrebbero
essere insegnate le arti femminili alle bambine delle scuole femminili. O
meglio come dovrebbe essere modernizzato tale insegnamento: l'apprendimento
dovrebbe essere guidato con lavori e disegni più "moderni" che tengano conto
dell'interesse delle bambine e del mutato gusto dell'epoca.
All'inizio e in seguito in alcuni punti, più che la didattica delle singole
tecniche troviamo espresse delle forti opinioni dell'autrice.
Come prima sezione troviamo il Cucito, sotto il cui titolo però non si
trovano abiti o cartamodelli, ma si nasconde molto ricamo e qualche semplice
lavoretto. Si trovano orli, smerli, attaccature.
Nella parte successiva (Ricamo in Bianco) si entra nel vivo del ricamo
andando dai punti base a qualcosa di fili tirati e tagliati (che riprende in
seguito), chiama Aemilia Ars il traforo a punto quadro e qui sono confusa, punti di contorno, riempimenti, punto pieno, inglese, intaglio, e poi
punto reale e qualcosa di reticello.
Segue un interessante capitoletto che dà suggerimenti sul disegno. E qui
siamo nel pieno delle opinioni personali della signora.
Abbandonato il bianco si passa al colore, con punto raso, risparmiato etc. e
qualche puntata su disegni effettivamente moderni per l'epoca.
Dopo un pochino di ricamo in oro, si fa il giro d'Italia delle tecniche,
alcune delle quali, lo confesso, non avevo mai sentito nominare prima, come
ad esempio il ricamo Valmarana.
Capitolo sui fili contati dove si spinge anche all'uso di materiali
alternativi come la rafia.
E poi sfilature e sfilati, fili tirati, retini, lavori su tulle e su rete.
Trine ad ago, al tombolo, all'uncinetto.
Un minimo di maglia.
E per finire un interessante capitolo su tessitura e arazzo.
Mi è piaciuto molto, anche se come manuale di riferimento continuo a
preferire il buon vecchio Manuale del cucito e del ricamo della Cucirini
(recensione in questa pagina).
Le immagini sono relative alle copertine di tre diverse edizioni
Redatto da Laura
Questo libro l'ho trovato in un mercatino di antiquariato ed e' una
edizione antecedente al 1904 (c'e' una dedica fatta in quella data). E' un
libro "storico", molte cose non sono assolutamente applicabili (es:
come cucire le stecche di balena in un busto!!!), ma e' anche un libro
unico nel suo genere, ed e' stato il primo a presentare una rassegna
completa delle arti dell'ago (dal ricamo, alla maglia, all'uncinetto...).
Ulteriori informazioni sull'Enciclopedia alla pagina dedicata a Therese
de Dillmont.
Redatto da MariaRosaria
Ristampa anastatica della IV edizione di questo famoso manuale ormai introvabile da diverso tempo. Si tratta di una “enciclopedia”, cioe’ un compendio di moltissime tecniche: dal cucito ai vari punti di ricamo, all’uncinetto (anche nelle sue forme artistiche, es: Irlanda e Orvieto), alla maglia, alle trine ad ago e fuselli. Moltissime sono le tecniche presentate, alcune delle quali assolutamente introvabili in altri testi e qui descritte nel dettaglio e corredate di immagini rappresentative delle varie lavorazioni. Sicuramente un ottimo acquisto!
Redatto da MariaRosaria
Elisa Ricci (1858-1945) fu una delle piu' grandi esperte italiane di Arti Applicate
dei primi decenni del ventesimo secolo.
Il volume "Ricami italiani antichi e moderni" e' una delle sue opere
piu' importanti e fu pubblicato per la prima volta nel 1925 dall'editore Le Monnier di
Firenze, nella collana "Biblioteca delle Giovani Italiane" diretta da
Amelia Rosselli.
Il libro e' diviso in due parti: "Ricami antichi" (storia del ricamo) e "Ricami moderni" (ricamo
italiano a partire dalla fine del 1800).
All'opera originale sono stati aggiunti una prefazione e un indice analitico dei nomi e dei testi
quotati in modo da dare al lettore rapidi e facili riferimenti . Le pagine con le
tavole sono
state numerate e alcune immagini sono state ruotate per facilitarne la consultazione. "Ricami italiani
antichi e moderni" ha 340 pagine e contiene 146 immagini in bianco e nero.
Per l'acquisto rivolgersi all'editore.
Per approfondire: biografia
e bibliografia di Elisa
Ricci.
Redatto da Bianca Rosa Bellomo