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Home-> Libri-> Aemilia Ars Ultima modifica: 15/06/2007

Aemilia ars e Reticello

 

Aemilia ars: dai vecchi disegni ai nuovi merletti - Edizioni Punto Antico

Il libro e' in realta' il catalogo della bellissima mostra svoltasi a Bologna nei mesi di febbraio e marzo 2008 (reportage). Il libro inizia con una introduzione della curatrice del museo che ha ospitato la mostra, che ci illustra la storia e lo spirito del museo e del suo creatore: "mettere modelli di alta qualita' a disposizione di coloro che dovevano creare oggetti d'uso". Segue la descrizione della mostra vera e propria, con tutte le fotografie dei pezzi esposti: non solo ricami, ma anche antichi testi e riviste e, soprattutto, i disegni originali! Il libro spiega molto bene il percorso seguito dalle merlettaie "moderne" nell'esecuzione dei loro capolavori: i disegni originali, "trasformati" in disegni escutivi sono poi stati realizzati con ago e filo. Per ciascun merletto esposto, oltre alla foto, viene fornito il disegno esecutivo di dimensione esatta (non in scala). Viene inoltre presentata una panoramica storica della tecnica. Si presuppone che chi vuole eseguire i merletti conosca gia' la tecnica. Per l'acquisto rivolgersi alla Associazione" Il punto antico".

Redatto da MariaRosaria

 

Aemilia ars: disegni e merletti - Edizioni Punto Antico

Si tratta di un cofanetto di cm.19x14 rivestito in tela rossa con stampigliature in oro che contiene due volumi: il primo è la ristampa anastatica di “Disegni di trafori a punto in aria” edito nel 1909 da Cleofe Mingarelli Ricci, ed il secondo presenta tutti i 240 disegni di Cleofe realizzati ad aemilia ars. La ristampa è rispettosa delle caratteristiche dell’originale: il formato delle pagine, lo spessore della carta, il colore della copertina e tutti i disegni sono riprodotti fedelmente in ogni particolare. Il secondo volume, di 110 pagine, contiene una spiegazione generale delle tecniche dell’aemilia ars e le spiegazioni dettagliate per l’esecuzione di diversi motivi realizzati. Le foto dei lavori sono chiare e di qualità e le spiegazioni sono accurate. È un’opera ideale per chi vuole avvicinarsi all’aemilia ars. I testi sono in italiano e in inglese. Per l'acquisto rivolgersi alla Associazione" Il punto antico".

Redatto da Associazione "Il punto antico"

Cofanetto di piccole dimensioni, elegantemente rilegato in tela rossa con scritte dorate. Contiene due libri: la ristampa del libro di Cleofe Mingarelli Ricci : “Disegni di trafori – Punto in aria” che si può vedere anche sul sito dell'Universita' dell'Arizona e un altro libro, di uguale formato, ma stampato in carta lucida, che contiene le fotografie dei modelli che sono stati eseguiti dal Gruppo di Ricamo “Il Punto Antico” di San Giovanni in Persiceto e le spiegazioni bilingui (inglese-italiano) con reportage fotografico per l’esecuzione di un buon numero di disegni. I modelli sono per lo più di piccole dimensioni, alcuni possono sicuramente essere adattati per riempimenti di reticello, e credo che possano essere assemblati per formare disegni di dimensioni maggiori. All’inizio c’è una scuola che fornisce gli elementi “di base” per eseguire una trina Aemilia Ars, con spiegazioni molto dettagliate, anche degli ostacoli che tutte incontriamo per esempio quando dobbiamo cambiare il filo nel corso della lavorazione di un motivo. Il tutto è fotografato nei particolari.
Si tratta innanzitutto di un oggetto molto bello, sia come carta, che come rilegatura. Trovo l’idea della riedizione del libro corredata da spiegazioni “moderne” ottima, molto originale, e molto apprezzata, vista la penuria di testi tecnici in questo ambito.

Redatto da Silvia

Cofanetto presentato a Italia Invita 2007, contenente un libretto didattico sull'Aemilia Ars e una ristampa di "Disegni di Trafori a Punto in Aria" di Cleofe Mingarelli Ricci del 1909, contenente 240 piccoli motivi per l'Aemilia Ars. La parte didattica è in doppia lingua, italiano e inglese, e spiega come realizzare buona parte dei motivi presentati nella seconda parte. All'inizio vengono illustrate due cose fondamentali: come preparare il supporto e dove vanno inseriti i punti di appoggio. Poi con l'uso di alcuni dei disegni della seconda parte, da semplicissimo a via via più complicato, vengono spiegati i punti e l'interpretazione del disegno. Ci sono molte foto che illustrano chiaramente i vari passaggi. Sembra veramente che si possa imparare l'Aemilia Ars da un libro.

Redatto da Laura

Il cofanetto è formato da due parti. La prima è la ristampa anastatica di un volumetto di disegni, del 1909, di Cleofe Mingarelli Ricci, "Disegni di trafori. Punto in aria"; la seconda parte – si legge nella prefazione – presenta la realizzazione di tutti quei disegni, con la spiegazione generale della tecnica dell’Aemilia Ars e le spiegazioni dettagliate per la esecuzione di alcuni di quei motivi.
Prima parte: conosco da tempo il libretto del 1909 e conscia di una sua, anche se relativa, utilità, alcuni anni fa l’ho fatto arrivare proprio io, per la divulgazione, al famoso e mai troppo lodato sito dell’Universita' dell'Arizona.
Altre volte ho ribadito che, pur portando nell’introduzione le parole Aemilia Ars, con molta cautela si deve affermare che i disegni sono dell’Aemilia Ars. Vorrei sottolineare il fatto che il titolo è Disegni di trafori. Punto in aria. E con questo titolo sono ovviamente in accordo. Nell’introduzione poi si legge che il Pizzo a trafori a punto in aria è conosciuto sotto il nome di pizzo aemilia ars. E queste due parole “è conosciuto” dovrebbero portare a qualche dubbio e a qualche riflessione.
Siamo nel 1909, l’Aemilia Ars – e parlo della società - pur con qualche rara voce dissonante, era in grande splendore, famosa, notissima, ammirata, copiata. Aveva portato nuova vita alla tecnica del reticello e al punto in aria che da questo deriva: naturale che ci fosse qualche lavoro che sfruttasse tale fama e tale ammirazione.
Il libro non era una diramazione della famosa società bolognese e, in effetti, nonostante i tanti articoli e saggi sull’argomento non l’ho mai visto citato da persone che allora se ne occupavano. Il fatto poi che nel titolo non compaiano esplicitamente le due parole Aemilia Ars può anche far pensare a problemi di copyright sull’utilizzo del nome.
Il libro, secondo il mio parere, visto dal punto di vista della presentazione della ristampa, accrescerà ancora di più la confusione sull’argomento. Siamo ben lontani dall’idea che io ho della Aemilia Ars, non abbastanza difesa nella sua tradizione e purezza.
Convengo comunque sull’utilità dei disegni la cui esecuzione può costituire un utile esercizio per arrivare ad una tecnica sicura e impeccabile.
Seconda parte: lodevole lo sforzo di partire dai disegni per guidare ad una loro realizzazione e buona l’idea di utilizzare un filo rosso nel suggerire un metodo del cambio del filo. Ottima, come sempre, l’idea della traduzione in inglese.
Alcune osservazioni:
l'utilizzazione nelle illustrazioni di uno sfondo chiaro e l’uso di un filo altrettanto chiaro non facilita la visione della tecnica;
piccolissimi e quindi di una certa difficoltà nella comprensione i disegni che portano in rosso la posizione dei punti di appoggio. Questi spesso si mimetizzano quando sono presenti in una parte tratteggiata. È anche vero, comunque, che alcune buone lezioni, fatte da persone che vogliono veramente trasmettere, possono servire a tracciare da soli i punti di sostegno: la posizione di questi punti risponde a ragionamenti ben chiari cui tutti possono arrivare, soprattutto quando si tratta, come è appunto il nostro caso, di disegni in gran parte geometrici;
insegnare per iscritto come si lavora all’Aemilia Ars non è certo facile. Difficile quindi riuscire a mantenere un certo equilibrio nella stesura di un testo. Qualcosa si omette sempre ma alcuni punti importanti si dovrebbero dire come, per esempio, a pag. 20, nel parlare dell’inserimento del merletto si poteva aggiungere che per rispettare le dimensioni del piccolo quadratino basta porre, come riferimento, sotto la tela il disegno originale;
la descrizione dell’esecuzione del punto chiaro, a pag. 26 manca dell’indicazione del fondamentale primo punto di appoggio che segna con precisione l’altezza del punto chiaro che può variare secondo il motivo. Non concordo quindi assolutamente con l’indicazione: “fare un punto festone un po’ lento”;
potrei procedere per molti altri punti ma concludo osservando che non sempre vi è cura nelle illustrazioni. Alcune parti, pur dovendo essere uguali, sono state eseguite probabilmente da persone diverse e ciò non trasmette buona impressione. Mi riferisco, giusto per fare un paio di esempi, alla pagg. 44 e 45 (esecuzione dei gruppetti), mi riferisco alle pagg. 70, 71 dove la realizzazione del primo motivo, nell’esecuzione, è diversa dalla spiegazione.
Il prezzo di copertina, pur essendo giustificato dall’eleganza della confezione, mi sembra un po’ troppo alto per il contenuto.

Redatto da Bianca Rosa Bellomo

A proposito della ristampa anastatica del libretto di disegni per pizzi ad aemilia ars edito nel 1909 da Cleofe Mingarelli Ricci, si sostiene nella precedente recensione che questo “accrescerà ancora di più la confusione sull’argomento”, e l’autrice aggiunge : “Siamo ben lontani dall’idea che io ho della Aemilia Ars, non abbastanza difesa nella sua tradizione e purezza”.
Come è ben risaputo, nell’Aemilia ars il disegno ornato e il geometrico convivevano ed erano ambedue rappresentativi del risorto pizzo bolognese, e se la fortuna della Cooperativa Aemilia Ars Ricami e Merletti si deve anche agli splendidi motivi disegnati da artisti come il Rubbiani, è vero che, terminato l’apporto di quei disegni, la tradizione tornò sui motivi geometrici, su quelle che in bolognese si chiamavano le “stelline migliars” che ogni ragazza inseriva nel proprio corredo.
Lo stesso Rubbiani, firmando insieme alla contessa Cavazza l’invito alle “signorine lavoratrici” a frequentare il “Piccolo corso di perfezionamento” scriveva che questo aveva lo scopo di “mettere in grado non solo di eseguire con buona perfezione i disegni geometrici del consueto repertorio Aemilia Ars, come quadri, bordini, ecc., ma anche disegni più liberi, ornamentali ed artistici, che sempre più sono richiesti nelle commissioni dalla nostra clientela estera e nazionale”.
Eravamo nel 1912. Già da otto anni nei programmi della scuola professionale femminile Regina Margherita, a Bologna, era insegnato il “merletto a punto antico Aemilia Ars”. La “purezza” di quel merletto non consiste in questo o in quel genere di disegni (ornato o geometrico), ma nella codificazione di tecniche precise per la realizzazione del merletto. Con grande intelligenza la contessa Cavazza, stabilendo rapporti organici con diverse scuole professionali e con singole maestre, si adoperava per diffondere il più possibile la conoscenza di quelle tecniche, lasciando anche grande libertà alle maestre, che spesso lavoravano sia per la sua cooperativa che in proprio.
Cent’anni fa centinaia di disegni prodotti da queste maestre e riprodotti da semplici ricamatrici, da donne di casa e da ragazze che si preparavano il corredo circolavano ovunque ed erano rielaborati con grande autonomia, come dimostra anche il libretto di Cleofe Mingarelli Ricci.
Quel libretto, che si trova ancora sulle bancarelle dei mercatini, è esempio di questa tradizione popolare, viva e vitale a Bologna e in provincia, affidata a ricamatrici attive fino a pochi anni fa.
Se la contessa Cavazza riteneva che la maggiore libertà e la più ampia diffusione delle tecniche di esecuzione dell’Aemilia ars avrebbero giovato anche alla sua cooperativa, dal momento che nel confronto e nella libertà la sua scuola non aveva niente da temere, perché cent’anni dopo si sostiene che la diffusione di quelle tecniche produce ‘confusione’?
Perché così qualcuno può ergersi a difensore della ‘purezza’, come fa, con grande disinvoltura, l’autrice della recensione, che, da membro autorevole di una scuola di ricamo bolognese, si arroga il diritto di attribuire i voti alle altre scuole di ricamo. La sua “purezza” si esprime sostanzialmente nell’assegnare a se stessa e alla scuola che rappresenta il ruolo di un giudice che non è al di sopra delle parti.
Ci mancherebbe altro che la vitalità della tradizione dell’Aemilia ars, così radicata da più di un secolo nell’esperienza di tante donne emiliane – ma questo vale per la diffusione della cultura in ogni campo – dovesse passare per un imprimatur che ne attesti il grado di “purezza” magari in rapporto con la consuetudine con i vecchi pizzi di un circolo di aristocratiche signore!

Redatto da Associazione "Il punto antico"

 

Gli Antichi: Reticello – Quaderno 3 - Giuliana Buonpadre

Il libro è il terzo quaderno della serie "Gli Antichi", pubblicati da Giuliana Buonpadre. Nelle 63 pagine, dopo una breve introduzione, si trovano spiegate sia l'esecuzione della sfilatura di base che la scuola di punti, seguite da 15 motivi diversi, spiegati con chiari diagrammi per le varie fasi di esecuzione. Le foto sono molto chiare. Tra i vari motivi sono presenti foto a tutta pagina lavori finiti e primi piani di imparaticci; dalle foto, con un minimo di manualità, è possibile riprodurre tutti i lavori presentati. Giuliana Buonpadre e' contattabile alla Associazione FiloFilo' di Verona.

Redatto da Stefania

 

Gli Antichi: Fior di Reticello – Quaderno 5 - Giuliana Buonpadre

Questo è un libro riservato a chi sa già di reticello, mancano le nozioni di base, per le quali si rimanda al Quaderno n. 3. Dopo una brevissima introduzione, la Buonpadre presenta nuove composizioni, realizzate assemblando motivi degli antichi modellari, modificati con nuovi punti e disegni. Le foto sono molto belle e le spiegazioni e i diagrammi chiari ed esaurienti. Molto interessante l’uso del colore, applicato a composizioni che non rispettano la modularità tipica del reticello e che a volte escono anche dai “confini” della rete. Ci sono anche le spiegazioni del cuscino esposto a Italia Invita. Sul sito di Filo Filo'  si può vedere una pagina interna del libro ed eventualmente ordinarlo.

Redatto da Luisa

 

Guida al ricamo reticello e merletto veneziano - Laura Marzorati - Il Castello

Prezzo 16 euro. In realtà non spiega il merletto veneziano, è tutto sul reticello, ma nell'ultima parte del libro traccia una piccola storia del merletto veneziano e spiega come abbia inserito alcuni motivi tipici del merletto veneziano nei motivi a reticello. Di primo acchito mi sembra un ottimo libro. Non ci sono schemi dei passaggi, ma ogni motivo è spiegato fotograficamente con didascalia, passo, passo. Le foto sono ottime (quadrati di cm 5x5, a colori, in ogni quadratino c'è un quadratino del reticello, vi lascio immaginare l'ingrandimento). Per ogni motivo ci sono due o più facciate di fotografie.

Redatto da Stefania

 

Il reticello antico - Maria del Popolo - Antiga Edizioni

Bellissimo libro dedicato al reticello da una grande maestra di questa tecnica. Il libro spazia dal material necessario (molto ben dettagliato), alle nozioni di base (esecuzione della rete, punto quadro, punto rammendo, cordoncino, punto festone e punto vapore), alla preparazione della rete. Seguono le schede tecniche di 15 diversi riempimenti di difficolta' crescente, per ciascuno dei quali sono fornite dettagliate spiegazioni e schemi esecutivi.  Al termine del libro viene presentata una ricca raccolta di foto dei bellissimi lavori delle allieve di Maria del Popolo, che possono essere utilizzate come spunto per ulteriori elaborazioni: quasi tutti i motivi fotografati sono riconducibili a quelli spiegati nei capitoli tecnici. Il libro e' rivolto a chi ha almeno le basi di questa tecnica che, essendo molto complessa, non puo' essere spiegata in maniera esaustiva in un testo.

Redatto da MariaRosaria

 

Punto in aere: antico merletto ad ago di Bologna - Virginia Bonfiglioli Chiavegato - Re Enzo Editrice Bologna

Virginia Bonfiglioli Chiavegato si dedica da una vita al merletto ad ago di Bologna; da un certo numero di anni, è diventata protagonista anche nel suo insegnamento, che ha portato avanti non solo nell’ambito dell’Associazione “il Punto Antico” di San Giovanni in Persiceto, ma anche in numerose manifestazioni. Ricordiamo in particolare la mostra “Aemilia Ars 1898-1903 – Arts and Crafts” a Bologna, nel 2001, lo stage presso la Biennale Internazionale del Merletto di Sansepolcro nel 2002, il corso tenuto in occasione della 1a edizione di “Italia Invita” a Rimini, nel 2003.
Il libro, per l’estrema chiarezza degli schemi e delle spiegazioni, cosa estremamente rara a questo livello nel panorama della pubblicistica italiana, è certamente un must, a mio avviso non solo per le appassionate di merletto ma anche per coloro che desiderino tentare la strada del ricamo a reticello. Le tecniche infatti sono molto simili, sia pure con una differenza fondamentale (nel reticello la base di lavoro è il tessuto opportunamente sfilato, nel merletto qui presentato non c’è tessuto, si lavora a partire da un’architettura di fili costruita con l’ago e poi si attacca il merletto finito al tessuto).
Dpo une breve premessa storica e bibliografica, si passa subito al concreto: alcune pagine per spiegare come si prepara il lavoro e alcune tecniche di lavorazione (queste ultime, non immediatamente chiare ad una prima lettura, si rivelano preziosissime quando si inizia a lavorare). Poi si passa agli schemi tecnici, a mio avviso estremamente chiari perché mostrano proprio l’ago ed il filo con tutto il suo percorso, dove si entra e dove si esce, davvero notevole!
La terza parte del libro è dedicata alle proposte di lavoro, ordinate secondo un livello di difficoltà crescente (che suggerisco vivamente di seguire, rende davvero tutto più facile!). Per ogni lavoro, si propone il disegno, uno schema tecnico che mostra dove e come fare i punti di appoggio necessari per il lavoro ed un terzo schema numerato in cui ad ogni numero corrisponde un passaggio della lavorazione, più una spiegazione dettagliata che segue la numerazione stessa.
In coda al libro, poche, splendide fotografie di lavori eseguiti.
Conclusione: un libro non troppo pubblicizzato, che si caratterizza per la sua estrema attenzione al metodo didattico e agli schemi di lavoro, a differenza di molti libri italiani, pieni di belle foto ma assolutamente carenti sul piano delle spiegazioni; un libro che permette davvero di avvicinarsi a questa piacevolissima tecnica. Provare per credere…

Redatto da Alessandra di Merletto Italiano

Libro di 111 pagine seguite da alcune pagine fotografiche a colori, legatura cartonata. 
Si tratta di un manuale che spiega nei minimi dettagli come si eseguono i merletti ad ago, iniziando con esempi molto semplici, e procedendo via via in un crescendo di difficoltà. Ogni esempio consiste in due pagine: una di disegni: il modello in dimensioni reali, il disegno con i punti d’appoggio che bisogna eseguire, poi il disegno coi numeri dei vari passaggi, minuziosamente spiegati nella pagina a fronte. In totale, consta di 34 progetti, in buona parte combinabili per eseguire bordi o inserti.
La trattazione è preceduta da una breve introduzione storica e dall’illustrazione dei punti fondamentali.
A mio giudizio si tratta di un libro molto valido per le persone che decidono di apprendere questa tecnica, soprattutto se non hanno a disposizione un’insegnante.

Redatto da Silvia

 

Merletti e ricami della Aemilia Ars - University Press - Bologna

Libro in brossura con copertina leggera, di grande formato.
Dopo una breve prefazione, il libro consiste nell’edizione anastatica con riduzione del formato del libro omonimo, pubblicato nel 1929.
La prima parte consiste in una dotta prefazione di Elisa Ricci, che illustra la storia e le caratteristiche dei merletti dell’Aemilia Ars (8 pagine). Successivamente, il libro consta in una raccolta di tavole fotografiche, ovviamente in bianco/nero, suddivise in varie parti: Interpretazione a punto ad ago di tutti i disegni di A. Passerotti, Copie fedeli di antichi esemplari, Applicazioni moderne di antichi disegni, Lavori eseguiti su disegni originali. Le ultime pagine sono rappresentate dalle note illustrative delle singole tavole (piuttosto scomode da consultarsi, a onor del vero).

Redatto da Silvia

 

Un bordo Aemilia Ars - Associazione il Punto Antico - Edizioni Il punto antico - San Giovanni in Persiceto

Pubblicazione recente, in italiano e inglese, presentata nell’ambito della seconda edizione del Forum Internazionale del Merletto e del Ricamo “Italia Invita”, il cui tema era “I bordi”. Contiene le spiegazioni complete e dettagliate per realizzare il bordo presentato dall’Associazione “Il Punto Antico” alla manifestazione.
Dopo una breve premessa di carattere storico e la presentazione del bordo, si passa alle spiegazioni sulle varie fasi di preparazione del lavoro e a quelle, molto dettagliate, dei punti di base, corredate da fotografie che illustrano i vari passaggi. Si passa poi alla lavorazione del bordo, divisa in più moduli lavorati separatamente. Il metodo seguito in questo caso è lo stesso del libro precedente: oltre al disegno, sono presenti uno schema tecnico che mostra come dare i punti di appoggio ed un secondo schema numerato, in cui ad ogni numero corrisponde un passaggio della lavorazione, più una spiegazione dettagliata dei vari passaggi.
Conclusione: non è un libro da principianti, però una ricamatrice che abbia già un minimo di familiarità con i punti festone e cordoncino e magari con l’intaglio (mi riferisco alle barrette, al lancio dei fili, ecc.) può provarci, con un po’ di buona volontà. A mio avviso, può in qualche modo considerarsi un seguito del libro precedente, confezionato da chi ha conosciuto ed apprezzato il lavoro della signora Bonfiglioli e quindi seguendo in una certa misura lo stesso metodo.

Redatto da Alessandra di Merletto Italiano