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Sono stati pubblicati negli ultimi anni molti libri su una grande varieta' di lavori ad ago sia decorativi che semplici. Questi libri, per la maggior parte, erano specifici per un tipo ben preciso di lavoro ad ago esaminato nei minimi dettagli [1]. E' quindi interessante che circa 100 anni fa Therese de Dillmont riusci' ad imparare abbastanza bene tutti i vari tipi di lavoro ad ago tanto da scrivere e illustrare una enciclopedia che copre tecniche e progetti e che "e' ancora oggi un testo affidabile e un importante riferimento" [2].
Sorprendentemente non si conosce molto sui primi anni vi vita di Therese de
Dillmont. Nacque, ultima di cinque figli, il 28 ottobre 1846 a Wiener Neustadt e fu battezzata Theresa Maria Josefa Dillmann von Dillmont [3]. Suo padre, Ferdinando, apparteneva alla piccola nobilta' [4] di Kranstadt in Siebenburgen (Transilvania) intraprese la carriera militare, diventando, dopo 20 anni di servizio, Professore di Fortificazioni e Architetture civili nella Imperiale e Reale Accademia Militare di Wiener Neustadt [5]. Sposo' nel 1838 una ragazza del luogo, Franziska Schwendtenwein (1814-1894), e si
ritiro', tre mesi prima della nascita di Therese, nella tenuta di campagna denominata
"Dillmonthof", vicino a Wiener Neustadt, dove mori' nel 1857. In seguito a questo evento, la madre di Therese si trasferi' a Vienna con i figli.
Nel 1864, quando Therese aveva 18 anni, sua madre si appello' all'Imperatore Francesco Giuseppe (1830-1916) affinche' l'aiutasse per l'istruzione di sua figlia che sarebbe diventata "governante e insegnante" [20]. Francesco Giuseppe approvo' la petizione firmandola, ma non si sa dove Therese de Dillmont abbia studiato.
Essendo figlie di un nobiluomo, e' probabile che Therese e sua sorella Franziska abbiano avuto istitutrici e forse abbiano frequentato scuole private femminili dove i lavori ad ago erano tra le materie piu' importanti. Therese senza dubbio mostro' un precoce interesse e una attitudine per i lavori ad ago.
Mentre vivevano a Vienna, Therese e la sorella potrebbero aver frequentato la nota e stimata Imperiale e reale Scuola di Lavori ad Ago. Se cosi' e successo, sono state contemporanee di persone famose come Emilie Bach (1840-1890) [6], futura direttrice della scuola e lei stessa autrice di libri sui lavori ad ago, e Tina Frauberger [7] e Luise Schinnerer [8] che studiavano i reperti tessili copti portati alla luce dagli scavi archeologici in Egitto e avrebbero decifrato il metodo per fare la doppia pieghettatura.
A Vienna Therese de Dillmont e sua sorella aprirono un laboratorio di ricamo probabilmente per vendere filati e materiali e forse per dare lezioni basilari sui lavi ad ago. Franziska rimase a Vienna dove
pubblico', col nome Fanny von Dillmont, due libretti si lavori ad uncinetto [9]. Mori' li' nel 1920 e fu sepolta nel Cimitero dell'Accademia Militare a Wiener
Neuestadt.
Therese [10], invece, si trasferi' in una piccola proprieta' a Dornach, una piccola citta' vicina a Mulhouse in Alsazia [11]. Purtroppo durante le guerre si e' persa traccia dei record che avrebbero spiegato le sue motivazioni al trasferimento e la data dell'evento, insieme ad altre notizie che la riguardano. Forse aveva la' degli amici o dei parenti o forse voleva essere vicina alla notissima fabbrica di filati, Dollfus-Mieg et Cie
(DMC) [12], i cui prodotti indubbiamente conosceva gia' quando era a Vienna. Doveva essere gia' conosciuta come una esperta ricamatrice o per il suo lavoro a Vienna o per il laboratorio che gestiva a Dornach perche' e' un dato di fatto che il 26 ottobre 1884 firmo' un accordo commerciale con la
DMC, accordo che si rivelo' mutuamente vantaggioso [13]: Therese ebbe un supporto finanziario e la DMC pote' iniziare la sua biblioteca sui lavori ad ago basata sugli album che Therese produceva usando il nome
"Therese de Dillmont". Il laboratorio di Therese de Dillmont divenne un associato della DMC di cui utilizzava i filati. "Tenui filo magnum texitur
opus".
Tra i suoi primi tentativi di scrittura, ci sono un certo numero di album che forniscono disegni per i piu' popolari tipi di lavori ad ago e istruzioni per eseguirli [14]. Fra questi ve ne furono due di particolare interesse:
"Ouvrages nouveaux de style acien", scritto da Emilie Bach (direttrice della Reale Scuola), fu revisionato da Therese de Dillmont e probabilmente le fu di ispirazione. Inoltre
"Motifs de broderie copte", scritto da Therese de Dillmont, rivela la sua vicinanza alle ricerche tessili che si svolgevano a Vienna come pure l'interesse popolare per questo tipo di ricamo.
Ben presto, pero', si rese conto della necessita' di un'opera completa un'opera che potesse essere usata come riferimento dalle persone esperte, ma che avrebbe permesso alle principianti di imparare le tecniche per conto loro. Sotto l'egida della DMC e con le conoscenze accumulate in anni di ricerche e di pratica, inizio la sua Enciclopedia. La sua opera, completata nel 1886, venne pubblicata in tedesco e in francese in un formato grande e subito dopo in inglese e italiano nel formato piu' piccolo che ci e' familiare. Il successo fu immediato, in 25 anni vendetta quasi tre quarti di milione di copie.
Therese de Dillmont probabilmente pubblico' altri due album: "Le tricot" e "Le crochet" [15]. Ma il lavoro della sua vita era terminato. Mori' a Baden Baden il 22 maggio 1890 [16],quattro mesi dopo aver sposato un uomo d'affari di Vienna, Joseph Friederich Scheuermann [13], forse fu vittima della epidemia di influenza che imperversava all'epoca. Inizialmente sepolta a Baden
Baden, fu poi trasferita nella cappella della famiglia Dillmont a Wiener Neuestadt nel 1909 [20].
Gli editori successivi [17], pur conservando le caratteristiche essenziali stabilite da Therese de
Dillmont, sono riusciti, con le edizioni seguenti, a mantenere aggiornata l'enciclopedia in vari modi. Alcuni capitoli furono approfonditi per venire incontro ai cambiamenti di gusti. In alcuni casi un unico capitolo che trattava di diverse tecniche fu suddiviso e i nuovi capitoli vennero approfonditi. Le iniziali 614 pagine suddivise in 16 capitoli divennero circa 800 pagine suddivise in 20 capitoli. Allo stesso tempo la nomenclatura cambio' per riflettere il linguaggio in uso. Infine alcuni dei lavori piu' lunghi da eseguire vennero sostituiti da progetti meno impegnativi, ma sempre artistici.
In tutte queste edizioni e nelle loro numerose traduzioni, il frontespizio e' rimasto essenzialmente lo stesso: riporta sempre il nome di Therese de Dillmont come redattrice dell'opera (anche dopo la sua morte) e l'emblema della Biblioteca
DMC. Ci sono stati pero' diversi cambiamenti nel nome delle case editrici che hanno ristampato e commercializzato il libro. Alcuni di questi nomi sono: "House of Thérèse de
Dillmont", "Comptoir Alsacien de Broderie, anc't Th. de Dillmont",
"Société Anonyme d'Industrie Textile". Nel 1927 la DMC creo' la casa editrice
"Editions Therese de Dillmont" che e' ancora oggi (1976, nota della traduttrice) l'editore dell'opera.
Il valore duraturo [18] dell'Enciclopedia scritta da Therese de Dillmont puo' essere attribuito a diversi fattori. Forse il piu' importante e' lo sviluppo dettagliato di ogni tecnica, dai materiali necessari, alle tecniche da base, ai progetti artistici avanzati. Inoltre le descrizioni sono accompagnate da oltre 1000 illustrazioni (tutti modelli preparati specificatamente per
quest'opera) che illustrano ogni passaggio cosi' chiaramente che in molti casi possono essere utilizzate senza leggere le spiegazioni! Questo e' un grande pregio perche' molti punti e, alcune volte, anche le tecniche sono conosciute con nomi diversi in paesi o epoche diverse. E' piuttosto curioso notare che l'Enciclopedia, che e' cosi' utile come referenza, non ha un indice. La lista dei capitoli, pur essendo completa, rappresenta solo un sostituto di un indice vero e proprio.
Di valore pari ai medodi illustrati, e' la completezza con cui sono state ricercate, analizzate e descritte le tecniche regionali e di diverse culture. L'Enciclopedia serve non solo come riferimento per le tecniche regionali, ma rappresenta anche un mezzo per farle conoscere in luoghi diversi. Inoltre la palese pubblicita' dei prodotti
DMC, l'elenco dei colori e dei tipi di filato utilizzati nei diversi progetti non solo aiuta le principianti, ma assicura che il risultato finale riprodurra' fedelmente in finezza dei materiali e colore l'originale che e' servito come modello [19].
Therese de Dillmont non ha scritto un libro "Come si fa", non spiega come fare un maglione! Ma insegna come eseguire una cucitura precisa, come realizzare artisticamente centinaia di modelli in dozzine di tecniche e suggerisce modi per utilizzarli. L'Enciclopedia che ha scritto e' indirizzata a operatrici serie che vogliono basi solide per i lavori ad ago. Possiamo dire che ormai e' un classico.
[1] La parola "ago" si riferisce ad un sottile filamento metallico appuntito ad una estremita' e con una cruna all'altra estremita' attraverso la quale passa il filo utilizzato per cucire con qualsiasi tecnica. Nel tempo e' diventata un termine piu' generico che indica uno strumento (di qualsiasi forma) utilizzato per manipolare un filato. Questa definizione comprende quindi gli aghi da calza, l'uncinetto, il modano, la navetta del chiacchierino e perfino il tombolo. Caulfeild and Saward ENCYCLOPEDIA (Dover Reprint 1972) v. 2, p. 354. Vedi anche: Irene
Emery, PRIMARY STRUCTURES of FABRICS, (1966) p. 246.
[2] Sylvia Groves, HISTORY OF NEEDLEWORK TOOLS and ACCESSORIES, (1966) p. 126.
[3] Le informazioni relative alla famiglia di Therese de Dillmont sono state ottenute per mezzo di comunicazioni personali con l'Amministrazione Municipale di Wiener Neuestadt (18 novembre 1974) e con l'Archivio di Stato Austriaco (8 aprile 1975)
[4] Il suo antenato Sebastian, secondo la tradizione familiare, venne nei domini ereditari dell'Austria dalla regione di Walloon (Belgio) circa agli inizi del diciottesimo secolo, sotto il regno di Ferdinando
III. Verso la meta' del secolo la famiglia si era stabilita a Kronstadt (Transilvania, Romania). Il trisnonno di Therese divenne membro della nobilta' ungherese sotto l'imperatore Carlo VI come Imperiale e Reale Ispettore Fiscale dei Pedaggi della Porta a Vienna il 23 agosto 1717 con la designazione
"von Dillmont"-Brünner, Genealogisches Taschenbuch der Adeligen
Häuser, v. 8 (1883) p. 125 f.
A quest'epoca l'Austria e l'Ungheria erano unite, essendo l'Imperatore d'Austria anche il Re d'Ungheria. Fino alla prima guerra mondiale tutte le istituzioni governative venivano designate con gli attributi "Imperiale e Reale".
[5] L'Accademia occupava un castello del dodicesimo secolo che era stato convertito da Maria Teresa nel 1752.
[6] Sophie Pataky, LEXIKON deutscher FRAUEN der FEDER, v. 2, Berlin (1898) p. 475.
[7] Peter Collingwood, THE TECHNIQUES OF SPRANG, New York (1974) p. 35 - 36.
[8] Luise Schinnerer, ANTIKE HANDSRBEITEN, Vienna (1895?). Introduzione di Alois
Riegl.
[9] Pataky, LEXIKON, v. 1, p. 155 - 156.
[10] Therese de Dillmont non uso' mai il nome Dillmann professionalmente e preferi' "de" a
"von". Anche se Mulhouse fu sotto il dominio tedesco dopo la guerra franco-tedesca (1870-1871), l'inclinazione sociale e culturale era verso Parigi.
[11] Dornach divento' parte di Mulhouse nel 1914. - E. Meininger, HISTOIRE de
MULHOUSE, Mulhouse (1923) p. 139.
[12] Fondata nel 1746 per la stampa dei cotoni da Samuel Koechlin (finanziere), Jean-Jacques Schmalzer (tecnico) e Jean-Henry Dollfus (designer) l'azienda, che fu inizialmente conosciuta come
Koechlin, Schmalzer et Cie., subi' cambiamenti organizzativi ed espansioni e divenne nel 1802 la Dollfus-Mieg et
Cie. con impianti di filatura e tessitura. Nel 1814 inizio' la produzione dei filati per cucire e ricamare, tale produzione divenne cosi' importante che all'inizio del ventesimo secolo la tessitura venne abbandonata.
[13] Conversazione privata con il Signor Hassenforder, della casa editrice
"Editions Th. de Dillmont", Mulhouse, Alsace, 19 settembre 1974.
[14] Otto di Therese de Dillmont erano citati nella edizione della Enciclopedia del 1886 come disponibili presso la casa "La Maison
Th. de Dillmont, à Dornach (Alsace)". Oltre a questi ricordiamo:
Albums de Broderies au Point de Croix La Broderie sur Lacis Alphabets et Monogrammes Le Macramé Le Filet-Richelieu La Broderie au Passé La Soutache et son Emploi
[15] Questi furono pubblicizzati in una successiva edizione della Enciclopedia col suo nome.
[16] Comunicazione dall'Ufficio delle Statistiche di Vita di, Baden-Baden, Germania.
[17] Therese de Dillmont fu sostituita da
Alice Morawska da lei assunta nel 1887 e che si ritiro' nel 1939.Hélène Dostal che aveva studiato con una allieva di Luise Schinnerer a Vienna, 1935 - 1943, e dopo una interruzione di 21 anni dovuta alla guerra fu riassunta nel 1964 e si ritiro' nel 1975.Hélène Lerdung - Assunta nel 1968 -
[18] Margaret Brooke paragono' piu' di 50 libri sui merletti e diede all'Enciclopedia il giudizio migliore "insostituibile" (in inglese
"unvaluable", nota del traduttore). (LACE IN THE MAKING WITH BOBBINS AND
NEEDLE, London, 1923.)
[19] Emilie Bach descrisse questi vantaggi nella introduzione al suo OUVRAGES NOUVEAUX DE STYLE ANCIEN, Dornach
(n.d.).
[20] Informazioni ricevute da Hochschule für Angewandte Kunst a Wien, 6 novembre 1975.
| 1. | La Couture | Page: 1 |
| 2. | Le Raccommodage | 17 |
| 3. | Les Jours sur Toile | 25 |
| 4. | Jours sur Toile et Points Damassés | 55 |
| 5. | La Broderie | 79 |
| 6. | Broderie au Passé et Broderie d’Or | 109 |
| 7. | Tapisserie et Broderie sur Toile | 133 |
| 8. | Le Tricot | 179 |
| 9. | Le Crochet | 237 |
| 10. | La Frivolité | 357 |
| 11. | Le Macramé | 377 |
| 12. | Le Filet | 431 |
| 13. | La Dentelle Irlandaise[x] | 475 |
| 14. | Dentelles Divers: | 511 |
| Bobbin Lace | 511-545 | |
| Needle Lace | 546-558 | |
| 15. | Ouvrages de Fantasie (includes cords, crochet sur métier, point Turctriangulaire, point Gobelin, appliqué, soutache,Chinoise, etc.) | 559 |
| 16. | Recommandations Divers | 595-614 |
[x] In successive edizione subi’ un cambio di nome e divenne “dentelle Renaissance” come parte del capitolo “Les Dentelles à l’Aiguille”. Il materiale richiesto per questo lavoro era conosciuto come “lacets anglais” – nastri inglesi.
| 1. | La Couture a la Main | Page: 1 |
| 2. | La Machine a Coudre et a Broder | 23 |
| 3. | La Raccommodage | 31 |
| 4. | La Broderie sur Blanc | 39 |
| 5. | La Broderie sur Toile | 81 |
| 6. | La Broderie sur Soie et Velours | 149 |
| 7. | La Broderie d’Or | 169 |
| 8. | La Broderie-application | 187 |
| 9. | La Tapisserie | 199 |
| 10. | Le Tricot | 229 |
| 11. | Le Crochet | 289 |
| 12. | La Frivolité | 387 |
| 13. | Le Macramé | 411 |
| 14. | Le Filet | 643 |
| 15. | Les Jours sur Toile | 515 |
| 16. | Les Dentilles Brodées | 551 |
| 17. | Les Dentelles à l’Aiguille | 595 |
| 18. | Les Dentelles aux Fuseaus | 643 |
| 19. | La Garniture des Ouvrages | 681 |
| 20. | Recommandations Divers | 725-742 |
| English edition | 789 |
Questo articolo e' stato pubblicato in The Bulletin of the Needle and Bobbin Club, Vol. 59 (1976). Ringraziamo per averci concesso il permesso di tradurre e pubblicare l'articolo.
| 1. | Il cucito | Pagina 1 |
| 2. | Rappezzatura | 17 |
| 3. | Punti a giorno su tela | 25 |
| 4. | Punti a giorno su tulle e Punti damascati | 55 |
| 5. | Il ricamo | 79 |
| 6. | Ricamo a punto raso e ricamo in oro | 109 |
| 7. | Tappezzeria e Ricamo su tela | 133 |
| 8. | Lavori a maglia | 179 |
| 9. | L'uncinetto | 237 |
| 10. | Il chiacchierino | 357 |
| 11. | Il macrame' | 377 |
| 12. | La reticella | 431 |
| 13. | Il merletto irlandese | 475 |
| 14. | Merletti diversi | 511 |
| 15. | Lavori di fantasia | 559 |
| 16. | Raccomandazioni diverse | 595 |
Tradotto dall'inglese da MariaRosaria