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Home-> Protagoniste-> Gisella Tamagno Ultima modifica: 13/03/2008

Gisella Tamagno

Mi chiamo Gisella Tamagno, sono nata a Torino nel 1963 e vivo a Pino Torinese.

Musica, ricamo, pittura, cucina: ecco le passioni della mia vita.

La musica fu il mio primo amore: nonno, papà e zio musicisti, dai primi anni di vita respirai suoni e melodie, imparando a memoria tutte le arie d’opera, ascoltando abitualmente dischi e nastri (non esistevano ancora i CD) e seguendo papà nelle sale da concerto. Dalla passione alla professione il tragitto fu breve: a sette anni cominciai a studiare il violino, a undici fui ammessa al Conservatorio di Torino e a ventuno mi diplomai. Iniziai a quindici anni un’intensa attività artistica in vari settori della musica classica spaziando dalla musica da camera, a quella contemporanea, alla lirico-sinfonica, suonando in varie formazioni dal duo al quartetto all’ensemble e collaborando con orchestre e gruppi per concerti in Italia, Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Austria, Romania, Norvegia, Finlandia, Tunisia, Brasile, Giappone, Australia. Ho avuto grandi soddisfazioni in questo campo perché la musica entra nell’anima, regala sensazioni uniche e permette di esprimere e trasmettere i propri stati d’animo.

Dal 1983 insegno violino presso l'Istituto Musicale Pareggiato di Aosta.

Dal papà mi deriva anche la passione per la pittura e per l’arte in generale: amo decorare i tessuti e, soprattutto, la seta, materiale elegante e raffinato, sensuale e sfuggente, che assorbe i colori e li fa scorrere tra le sue fibre creando affascinanti sfumature.

L’amore per la cucina l’ho ereditato dalla nonna materna: ricordo la preparazione di importanti pranzi di famiglia, stile “Pranzo di Babette”, nella grande cucina bianca e rossa, piena di teglie, vassoi, salsiere, stampi e zuppiere colmi di leccornie, pervasa di intensi profumi di aromi, spezie e dolciumi; la nonna mi insegnava a impastare, amalgamare, farcire. Ancora oggi, che lei non c’è più, il ricordo dei suoi insegnamenti e della sua passione e il suo libro di ricette, scritto in un italiano un po’ stentato che mi suscita tenerezza, mi accompagnano quotidianamente.

La stessa nonna e la mamma mi hanno trasmesso l’arte del ricamo: dall’età di cinque anni aghi, fili, tessuti, telai non mi hanno più abbandonata, diventando i compagni fedeli del mio tempo libero. Raggiunta l’età adulta sentii l’esigenza di approfondire l’argomento. Per alcuni anni frequentai scuole, laboratori e ateliers dove imparai nuovi punti, antiche tecniche e tecniche regionali.

Nel 1995, consigliata da mio marito e da alcuni amici, pubblicizzai, su di un giornale locale, l’inaugurazione di un circolo di ricamo. Arrivarono le prime tre iscritte alle quali seguirono, dopo poche settimane altre, poi altre, poi altre. Iniziò così una magnifica esperienza, quella che mi ha portata a creare l’Associazione “Il Quadrifoglio” alla quale, nel corso degli anni, si sono iscritte decine e decine di donne, di tutte le età e condizioni sociali, casalinghe, professioniste, studentesse, chi per approfondire conoscenze già acquisite, chi per iniziare da zero una nuova attività, tutte animate da un grande entusiasmo e da un inesauribile desiderio creativo.

A tutte loro io devo molto: mi hanno regalato, prima di tutto, la loro insostituibile amicizia, mi hanno dato immense soddisfazioni, mi hanno aiutata e spronata a organizzare mostre che hanno riscosso sempre un grande successo e mi hanno incoraggiata a continuare nello studio e nella ricerca di nuove tecniche e di nuove applicazioni del ricamo.

Da tutto questo sono nati anche i miei due libri: “Il mio Bandera” e “Bricco e Cavandoli: due favole in punta d’ago”, che stanno riscuotendo un successo auspicato ma inaspettato.

Ora, la mia attività di insegnante di ricamo si svolge regolarmente presso la sede dell’Associazione ” Il Quadrifoglio” a Pino Torinese e, periodicamente, presso le sedi di altre associazioni a Torino, Vinovo, Rivoli, Rivarolo Canavese, S. Maurizio Canavese, Cuneo, Casale Monferrato, Asti, Reggio Emilia, Cesena.

Durante gli incontri, tra chiacchiere, risate, confidenze, thè, caffè e pasticcini, ci dedichiamo a molte tecniche tra le quali, oltre ovviamente Bandera (il mio preferito), Bricco e Cavandoli, punto antico, reticello, pizzo Teneriffa, ricamo d'Assia, ricamo Bizantino, ricamo su tulle, ricamo su seta, macramè, sfilature, intaglio, Hardanger.

Lo scopo che mi prefiggo da sempre, insegnando il ricamo, è di contribuire a tramandare un’arte raffinata, che affonda le sue radici nella cultura, nella tradizione e nella storia di tante donne che, con semplici materiali quali aghi e fili, hanno saputo creare piccoli e grandi capolavori. Sono convinta, però, che tramandare non sia sufficiente: per mantenere vivo l’interesse per il ricamo è necessario adeguarlo all’evoluzione del gusto e della moda e cercare continuamente nuove applicazioni, nuovi disegni, nuovi materiali.

Redatto da Gisella Tamagno