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In questa pagina sono elencati alcuni modi di dire italiano relativi al
ricamo. Sono stati raccolti da Jeanine (che firma questa pagina) con la
collaborazione di un gruppo di amiche provenienti da diverse zone di'Italia e
che ringraziamo per le informazioni fornite.
Chi conosce altri modi di dire e volesse aggiungere l'informazioni in questa
pagina, puo' contattare il webmaster.
' a chini non fai su nù, su primu
puntu non e' su sù' (detto sardo)
Per chi non fa il
nodo (alla gugliata) il primo punto
non è il suo (cioè: il primo punto si
disfa), usato sia per il cucito che
per il ricamo
'chini fairi e sciusciara, mai
faina d'ammancara' (detto sardo)
chi fa e poi disfa (nel
senso che sbaglia e deve disfare) ha
sempre qualcosa da fare.
Sa soga de su Dimoniu (modo di dire sardo)
Letteralemnte "la gugliata del diavolo", fa riferimento ad una leggenda nella
quale il diavolo nella gara di cucito con S. Antonio, per non perdere tempo a
infilare l'ago, usava gugliate lunghissime, che poi si ingarbugliavano e così
finì che perse la gara.
Chi non ha pazienza con il filo, non ha pazienza col marito
Fare e disfare ...è tutto un lavorare
La gatta infuriata fa i gattini
ciechi
Bisogna lavorare con calma e pazienza per evitare un gran pasticcio
Guceda longa, sarta mata (dialetto emiliano)
Gugliata (di filo) lunga, sarta matta
A massara cusi e scusi, a lagnusa un
scusi mai (detto siciliano)
La massaia (volenterosa) cuce e
scuce, la pigra non scuce mai.
L'ago e la pezzola mantien la famigliola
Un punto dato a tempo ne risparmia cento
Lunga gugliata [di filo] sarta sguaiata, corta cortina maestra sciacquina
(detto toscano)
Usato quando si sbaglia nel taglio della lunghezza dei fili
Redatto da Jeanine