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Durante il secondo quadrimestre dell’anno scolastico
2007-2008, ho tenuto un piccolo corso di ricamo per le alunne dell’I.T.A.S.
Andrea Mantegna di Mantova nell’ambito della disciplina Lavori. L’idea e’
nata dalla insegnante del corso, professoressa Silvia Cannistra’, che ha
pensato di fare questa esperienza con le ragazze, ricordando che in tempi
passati la scuola era un Istituto Tecnico Femminile che forniva alle alunne
dettagliate nozioni di ricamo, merletto al tombolo ed economia domestica, come
documentato da una bellissima ed emozionante mostra fotografica ospitata dalla
scuola per il suo centenario (marzo 2008). Ci si e’ rivolti a ragazze di una
classe prima composta da 27 alunne e si e’ pensato di realizzare un oggetto
che potessero poi usare direttamente: dopo varie valutazioni, la scelta si e’
fermata su una “tasca” da applicare su borse in stoffa (tipo shopping)
acquistate gia’ confezionate. Il tema del ricamo, scelto dalle ragazze stesse,
sono stati i cuori e i colori sono stati selezionati nelle tonalita’ del
lilla-viola e del celeste-blu, anche in questo caso su suggerimento delle
ragazze. Come materiali, ho scelto un tessuto di cotone tipo Assisi e ritorto
fiorentino n.8. I punti proposti sono stati: punto erba, punto catenella, punto
margherita e nodini. Il corso e’ durato in tutto 22 ore suddivise in 11
lezione di due ore ciascuna, con due incontri alla settimana.
Quando mi e’ stato proposto questo corso di ricamo, ho
accettato con entusiasmo perche’ sono convinta che sia necessario trasmettere
alla giovani generazioni un patrimonio culturale che appartiene alla nostra
tradizione e che, per motivi diversi, e’ stato spesso trascurato o
dimenticato. Sono inoltre convinta che non puo’ nascere interesse per una
attivita’ se non la si prova e purtroppo le possibilita’ per provare a
ricamare non sono molte… Ero quindi interessata a vedere se, con un breve
corso, riuscivo a risvegliare curiosita’ e interesse per il ricamo in almeno
qualche ragazza. E in effetti la risposta delle ragazze e’ stata meravigliosa!
Tutte e 27 hanno portato a termine il progetto del corso, eseguendo almeno tre
dei 4 punti proposti (non tutte hanno ricamato i nodini), due ragazze hanno
ricamato anche il punto vapore, una il cordoncino su punto erba, piu’ della
meta’ ha utilizzato il punto smerlo per applicare la tasca alla borsa (le
rimanenti tasche sono state cucite a mcchina). La maggior parte delle ragazze
non aveva mai ricamato oppure aveva fatto brevi esperienze piuttosto lontane nel
tempo, ma i risultati sono stati decisamente buoni per tutte.
Le ragazze hanno disegnato le tasche aiutandosi con sagome
di carta disegnate a mano: sono state realizzate composizioni diverse di cuori
grandi e piccoli, “tondeggianti” od oblunghi, classici o moderni: non ci
sono due tasche uguali a dimostrazione che, anche con poche e semplici forme,
l’inventiva e la fantasia possono creare infinite combinazioni! All’interno
dei cuori, nel mio campione, avevo ricamato semplici fiori e farfalline a punto
margherita e qui ho avuto la prima sorpresa del corso: le ragazze mi hanno
chiesto di ricamare le loro iniziali all’interno dei cuori! Le cifre!
Classicissime, hanno siglato per secoli i corredi; realizzate con tutti i
possibili punti di ricamo le abbiamo viste su lenzuola e asciugamani, su
fazzoletti e tovaglie… e adesso anche sulle borse di ragazze di 15 anni che le
hanno “riscoperte” da sole, senza bisogno di suggerimenti! E le sorprese non
sono finite qui, diverse ragazze hanno utilizzato fantasia e inventiva nella
realizzazione dei loro ricami, andando al di la’ dei suggerimenti forniti e
dimostrando un desiderio di sperimentare davvero sorprendente in persone giovani
che non avevano praticamente mai ricamato: una ragazza ha eseguito le sue
iniziali a punto erba con due fili di colore diverso ottenendo un effetto
melange; un’altra ragazza ha ricamato una impuntura in colore contrastante sul
punto catenella ottenendo un effetto tipo “passanastro”; questa stessa
ragazza, volendo fare un minuscolo fiorellino nel “ricciolo“ della sua
iniziale e ritenendo che il ritorto fiorentino fosse troppo spesso, ha ricamato
una deliziosa margheritina con… il cotone per la macchina da cucire!!! Alcune
ragazze hanno voluto ricamare con due fili di cotone per ottenere un effetto
piu’ evidente del ricamo, quasi tutte hanno voluto sperimentare il punto erba
ripassato per creare contrasti di colore… Nessuna di queste “varianti”
e’ stata suggerita da me o dalla insegnante del corso, tutte sono nate dalla
creativita’ delle giovani ricamatrici!
Nelle ultime lezioni, e’ stato proposto alla classe un
breve questionario per verificare il gradimento del corso e, dalla analisi del
questionario sono nati altri piacevoli e sorprendenti spunti di riflessione:
alla domanda “cosa ti piacerebbe ricamare” ben 12 ragazze (su 27) hanno risposto “tovaglie, asciugamani, tende, centri”: probabilmente anche nelle giovani generazioni la percezione del ricamo e’ legata agli arredi classici.
tra i suggerimenti richiesti per migliorare un eventuale successivo corso, il piu’ “gettonato” e’ stato di poter ascoltare la musica (non classica!!!) mentre si ricama, ma il piu’ incredibile e’ stato di non dividere le ragazze mancine dalle destre: in effetti, all’inizio, avevamo messo le mancine in un gruppo unico, ma poi, spontaneamente, si sono unite ad altri gruppi e questo ha probabilmente semplificato alcune inevitabili difficolta’ iniziali che queste ragazze hanno avuto
alla domanda “cosa ti e’ piaciuto di piu’ del corso” diverse ragazze hanno risposto “ricamare in compagnia”: mi ha fatto piacere riscontrare che e’ stato riconosciuto un valore “aggregante” a questa attivita’ e, se penso alla atmosfera dei corsi di ricamo che io stessa ho frequentato, condivido in pieno questa considerazione.
alla richiesta di elencare le principali difficolta’ riscontrate, la risposta piu’ frequente e’ stata “infilare l’ago”. Solo 4 ragazze (su 27) hanno detto di aver avuto difficolta’ nella esecuzione dei punti.
23 ragazze si sono dette disponibili a ripetere una esperienza simile in orario scolastico e 18 vorrebbero continuare a ricamare anche al di fuori della scuola.
Questi ultimi numeri, sono veramente al di la’ delle mie piu’ rosee aspettative: siamo portati a pensare che le ragazzine “vivano di corsa” che non abbiano dedizione per lavori che richiedono tempo e pazienza; pensiamo che “vedano” il ricamo come una attivita’ da vecchie signore e invece, in questo gruppo, tutte queste osservazioni sono state smentite!
Per concludere, nell’ultima lezione ho portato a scuola un mio lavoro in esecuzione, una striscia a punto Parma nella quale si vedevano le varie fasi della lavorazione del punto: senza che io dicessi niente, le ragazze l’hanno guardata e subito hanno cominciato a riconoscere i punti (catenella, smerlo, nodini…), sicure di quello che dicevano! Ho pensato che solo un mese prima avevano difficolta’ ad infilare l’ago e sono stata molto orgogliosa di loro e del loro lavoro!
L’incontro con Maria Rosaria, avvenuto casualmente ad una mostra, ha portato entrambe a sfatare una diceria in merito ai giovani: “Non sono interessati a niente, non hanno pazienza, non sono curiosi”…
Concordati i tempi, fatte le debite richieste ho concordato con le alunne la opportunità di fare questa esperienza. Entusiaste della proposta le ragazze della 1^C si sono buttate a capofitto in una Unità Didattica che aveva come Obiettivi didattici ed Obiettivi educativi:
Ebbene che dire. Visti i lavori e la soddisfazione delle alunne, e la mia, grazie Maria Rosaria e arrivederci all’anno prossimo (con le sfilature)
Redatto da MariaRosaria