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Home-> Arte-> Esperienza in una scuola superiore Ultima modifica: 13/06/2008

Esperienza di ricamo in una scuola superiore

Durante il secondo quadrimestre dell’anno scolastico 2007-2008, ho tenuto un piccolo corso di ricamo per le alunne dell’I.T.A.S. Andrea Mantegna di Mantova nell’ambito della disciplina Lavori. L’idea e’ nata dalla insegnante del corso, professoressa Silvia Cannistra’, che ha pensato di fare questa esperienza con le ragazze, ricordando che in tempi passati la scuola era un Istituto Tecnico Femminile che forniva alle alunne dettagliate nozioni di ricamo, merletto al tombolo ed economia domestica, come documentato da una bellissima ed emozionante mostra fotografica ospitata dalla scuola per il suo centenario (marzo 2008). Ci si e’ rivolti a ragazze di una classe prima composta da 27 alunne e si e’ pensato di realizzare un oggetto che potessero poi usare direttamente: dopo varie valutazioni, la scelta si e’ fermata su una “tasca” da applicare su borse in stoffa (tipo shopping) acquistate gia’ confezionate. Il tema del ricamo, scelto dalle ragazze stesse, sono stati i cuori e i colori sono stati selezionati nelle tonalita’ del lilla-viola e del celeste-blu, anche in questo caso su suggerimento delle ragazze. Come materiali, ho scelto un tessuto di cotone tipo Assisi e ritorto fiorentino n.8. I punti proposti sono stati: punto erba, punto catenella, punto margherita e nodini. Il corso e’ durato in tutto 22 ore suddivise in 11 lezione di due ore ciascuna, con due incontri alla settimana.

Quando mi e’ stato proposto questo corso di ricamo, ho accettato con entusiasmo perche’ sono convinta che sia necessario trasmettere alla giovani generazioni un patrimonio culturale che appartiene alla nostra tradizione e che, per motivi diversi, e’ stato spesso trascurato o dimenticato. Sono inoltre convinta che non puo’ nascere interesse per una attivita’ se non la si prova e purtroppo le possibilita’ per provare a ricamare non sono molte… Ero quindi interessata a vedere se, con un breve corso, riuscivo a risvegliare curiosita’ e interesse per il ricamo in almeno qualche ragazza. E in effetti la risposta delle ragazze e’ stata meravigliosa! Tutte e 27 hanno portato a termine il progetto del corso, eseguendo almeno tre dei 4 punti proposti (non tutte hanno ricamato i nodini), due ragazze hanno ricamato anche il punto vapore, una il cordoncino su punto erba, piu’ della meta’ ha utilizzato il punto smerlo per applicare la tasca alla borsa (le rimanenti tasche sono state cucite a mcchina). La maggior parte delle ragazze non aveva mai ricamato oppure aveva fatto brevi esperienze piuttosto lontane nel tempo, ma i risultati sono stati decisamente buoni per tutte.

Le ragazze hanno disegnato le tasche aiutandosi con sagome di carta disegnate a mano: sono state realizzate composizioni diverse di cuori grandi e piccoli, “tondeggianti” od oblunghi, classici o moderni: non ci sono due tasche uguali a dimostrazione che, anche con poche e semplici forme, l’inventiva e la fantasia possono creare infinite combinazioni! All’interno dei cuori, nel mio campione, avevo ricamato semplici fiori e farfalline a punto margherita e qui ho avuto la prima sorpresa del corso: le ragazze mi hanno chiesto di ricamare le loro iniziali all’interno dei cuori! Le cifre! Classicissime, hanno siglato per secoli i corredi; realizzate con tutti i possibili punti di ricamo le abbiamo viste su lenzuola e asciugamani, su fazzoletti e tovaglie… e adesso anche sulle borse di ragazze di 15 anni che le hanno “riscoperte” da sole, senza bisogno di suggerimenti! E le sorprese non sono finite qui, diverse ragazze hanno utilizzato fantasia e inventiva nella realizzazione dei loro ricami, andando al di la’ dei suggerimenti forniti e dimostrando un desiderio di sperimentare davvero sorprendente in persone giovani che non avevano praticamente mai ricamato: una ragazza ha eseguito le sue iniziali a punto erba con due fili di colore diverso ottenendo un effetto melange; un’altra ragazza ha ricamato una impuntura in colore contrastante sul punto catenella ottenendo un effetto tipo “passanastro”; questa stessa ragazza, volendo fare un minuscolo fiorellino nel “ricciolo“ della sua iniziale e ritenendo che il ritorto fiorentino fosse troppo spesso, ha ricamato una deliziosa margheritina con… il cotone per la macchina da cucire!!! Alcune ragazze hanno voluto ricamare con due fili di cotone per ottenere un effetto piu’ evidente del ricamo, quasi tutte hanno voluto sperimentare il punto erba ripassato per creare contrasti di colore… Nessuna di queste “varianti” e’ stata suggerita da me o dalla insegnante del corso, tutte sono nate dalla creativita’ delle giovani ricamatrici!

Nelle ultime lezioni, e’ stato proposto alla classe un breve questionario per verificare il gradimento del corso e, dalla analisi del questionario sono nati altri piacevoli e sorprendenti spunti di riflessione:

Questi ultimi numeri, sono veramente al di la’ delle mie piu’ rosee aspettative: siamo portati a pensare che le ragazzine “vivano di corsa” che non abbiano dedizione per lavori che richiedono tempo e pazienza; pensiamo che “vedano” il ricamo come una attivita’ da vecchie signore e invece, in questo gruppo, tutte queste osservazioni sono state smentite!

Per concludere, nell’ultima lezione ho portato a scuola un mio lavoro in esecuzione, una striscia a punto Parma nella quale si vedevano le varie fasi della lavorazione del punto: senza che io dicessi niente, le ragazze l’hanno guardata e subito hanno cominciato a riconoscere i punti (catenella, smerlo, nodini…), sicure di quello che dicevano! Ho pensato che solo un mese prima avevano difficolta’ ad infilare l’ago e sono stata molto orgogliosa di loro e del loro lavoro!

Il commento della insegnante

L’incontro con Maria Rosaria, avvenuto casualmente ad una mostra, ha portato entrambe a sfatare una diceria in merito ai giovani: “Non sono interessati a niente, non hanno pazienza, non sono curiosi”…

Concordati i tempi, fatte le debite richieste ho concordato con le alunne la opportunità di fare questa esperienza. Entusiaste della proposta le ragazze della 1^C si sono buttate a capofitto in una Unità Didattica che aveva come Obiettivi didattici ed Obiettivi educativi:

Ebbene che dire. Visti i lavori e la soddisfazione delle alunne, e la mia, grazie Maria Rosaria e arrivederci all’anno prossimo (con le sfilature)

Redatto da MariaRosaria